Review: The Corrs, White Light Tour live at the O2, London (23.01.16)

ValeXina    25 gennaio 2016    Comments
Photo credit: @Spritzettar

Photo credit: @Spritzettara

Ieri stavo pensando che avrei dovuto scrivere una recensione per il concerto di sabato, sia per l’importanza dell’evento dopo questo decennio di pausa, sia per chi non è potuto andarci ma vuole avere qualche dettaglio. Una recensione di quelle belle, serie, professionali e distaccate. Poi ho pensato che io le recensioni così non le so scrivere, anche perché non c’è niente di serio, professionale e distaccato nel motivo per cui amo i Corrs così tanto.
Vi beccherete quindi la mia recensione da fan di vecchia data che sabato sera era molto vicina alle lacrime per la felicità!

Sabato è stata una giornata speciale, non solo perché finalmente stavamo per assistere ad un concerto dei Corrs per la prima volta dopo più di 11 anni (se non contiamo il breve live ad Hyde Park della scorsa estate, l’ultimo concerto era stato ad Ischgl, in Austria, il 27 novembre 2004!), ma anche perché, nonostante si trattasse di una data non italiana, il numero di fan italiani e nello specifico attivi su thecorrs.it era relativamente alto.
Questo gruppetto si è incontrato poco prima del concerto in uno dei locali all’ingresso dell’O2, creando direi uno strano effetto di “porca vacca sei uguale a 11 anni fa!” (Marty ce l’ho con te 😀 ) e riportando immediatamente alla mente ricordi dei concerti e dei raduni della “vecchia” epoca Corrs. Perché se è vero che in questi anni molti di noi sono rimasti in contatto anche tramite facebook, vederci tutti nello stesso posto allo stesso momento è stato abbastanza epico!

Per quanto riguarda il concerto, devo dire che ero partita con un po’ di preoccupazione. Preoccupazione perché l’O2 è un posto enorme (tiene circa 20 mila persone) e dopo 10 anni di assenza, fissare una data del tour proprio in un posto così è quanto meno rischioso. Per fortuna mi sbagliavo. Il concerto non era sold out, ma guardandosi intorno poco prima dell’inizio era chiaro che non mancasse tanto ad un tutto esaurito. E’ in un’arena quindi bella pienotta che, alle 20.40 circa, si sono abbassate le luci ed è partito l’intro, che rinomineremo Caroline’s Intro perché è tutto suo. Prima la sua sagoma in penombra proiettata sugli schermi a lato del palco, poi un gioco di ombre di lei sul palco che pesta sulla batteria e tu puoi pensare solo che Caroline che suona la batteria ti era mancata da morire!
Il sipario scende di colpo, l’intro continua tra i boati della gente che si alza in piedi (per non sedersi mai più!) e il concerto ha inizio.
Il primo pezzo, con disappunto della maggior parte di noi, non è Only When I Sleep, ma I Do What I Like. Ha senso effettivamente iniziare con uno dei pezzi nuovi, anche se il fascino di OWIS come pezzo di apertura non si perderà mai.
La scaletta è un ottimo mix tra tutti gli album della loro carriera. Nota negativa sicuramente l’assenza totale di brani da Borrowed Heaven, mentre da Home è inclusa solo Buachaill Ón Éirne.
E’ chiaro da subito che siano tutti molto in forma, compresi Keith Duffy e Anton Drennan (al basso e alla chitarra rispettivamente), da sempre fedeli aggiunte alla formazione live.
Alle prime note di ogni canzone, il boato del pubblico dà il benvenuto, di nuovo e finalmente, alle vecchie hit che tutti adorano, così come ai pezzi nuovi.
La parte centrale della scaletta, da Lough Erin Shore a Love To Love You, è un piccolo set in acustico, con Caroline al bodhrán e al cajón, tranne ovviamente in Runaway, che è sempre un pezzo speciale e durante il quale il pubblico non si è risparmiato in cori e torce dei cellulari (ah come mi mancano gli accendini!) per atmosfera.
Intro nuovo per Only When I Sleep, un semplice ma molto azzeccato arpeggio della chitarra di Jim, e da lì in poi mega festa fino a fine scaletta.
Saranno anche passati 11 anni sul calendario, ma a guardarli su un palco si direbbe piuttosto che abbiano premuto il tasto PAUSA dopo l’ultimo album, per ripremere PLAY con l’uscita di White Light. Hanno sempre il sound che li contraddistingue, sono sempre perfetti nell’esecuzione (a parte Jim che manca l’attacco in Ellis Island ammazzandosi dal ridere con un “ooops” al microfono), sono sempre gli stessi scemi che si divertono da morire solo perché stanno facendo la cosa che amano di più e che gli riesce meglio. E noi non potevamo sperare in un ritorno migliore.

-Valex

Photo credit: @Spritzettara

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La scaletta:
1. Intro + I Do What I Like
2. Give Me A Reason
3. Forgiven Not Forgotten
4. Bring On The Night
5. What Can I Do
6. Radio
7. Lough Erin Shore / Trout in the Bath / Joy of Life
8. Runaway
9. With Me Stay
10. Ellis Island
11. Buachaill Ón Éirne
12. Love To Love You
13. Only When I Sleep
14. Queen Of Hollywood
15. Dreams
16. Kiss Of Life
17. I Never Loved You Anyway
18. So Young
——
19. White Light
20. Breathless
21. Toss The Feathers